E' sabato mattina. Piazza Vittorio si sveglia,
nell'atmosfera multietnica che la contraddistingue, tra i
negozi cinesi che alzano le saracinesche e venditori
improvvisati sotto i portici che in qualche ora si
guadagnano da vivere per la giornata.
Al bed & breakfast è l'ora della colazione. Arrivo, mi
aspettano per proseguire il percorso alla scoperta di un
altro rione che ha molto da raccontare, l'Esquilino:
stazione Termini, Santa Maria Maggiore, Piazza Vittorio. Ma
non solo. Il primo incontro è con il responsabile
dell'ufficio Mediazione Sociale
(
http://www.mediazionesociale.org) del Comune di Roma, la
cui sede è in un locale dell'edificio, ex caserma dei
vigili, che ospita ora il mercato al coperto di piazza
Vittorio. Ci presentiamo e ci vengono illustrate le
attività sul e per il territorio, occasione per acquisire
consapevolezza di una parte della realtà locale spesso
nascosta e foriera di notevoli stimoli culturali, da non
considerare invece, come spesso accade, minaccia per la
sicurezza e nulla di più. Dopo questa tappa, il percorso
prosegue all'interno del mercato, guidati da un
rappresentante del CO.RI.ME, il consorzio che appunto
gestisce il mercato, trasferito da qualche anno al coperto e
che prima ero ospitato al centro di piazza Vittorio, dove
ora si trovano i giardinetti, e che è stato oggetto di un
animato dibattito. All'interno del mercato ci si immerge in
uno spaccato d'Asia al centro di Roma e si è subito
avvolti da tra colori, odori e profumi che richiamano
l'Oriente. Fortissima è la presenza della comunità
bengalese, che abbiamo avuto l'opportunità di conoscere
meglio attraverso l'associazione Dhuumcatu, che ci ha
offerto il pranzo presso la propria sede, facendoci
assaporare il gusto di alcuni piatti tipici (un po' piccanti
ma davvero buoni; aggiungo poi che personalmente adoro curry
e cardamomo). Dopo il viaggio culinario è il momento di
una passeggiata per poi concederci un po' di riposo davanti
ad un tè presso Esqulibri, libreria caffè promotrice di
varie iniziative con un focus particolare sui bambini (le
fondatrici sono mamme di bambini che vanno nella stessa
scuola e una di loro è un'insegnante dei loro figli),
dagli incontri-laboratorio sulla costruzione di libri al
book-crossing in versione junior che si affianca al già
esistente progetto di book-crossing per adulti
(
http://wwww.bookcrossing.com). Prima di cena facciamo un
giro al Pigneto e visitiamo la bottega del commercio equo e
solidale "Kinkelibà", dove vado ogni mercoledì per la
riunione settimanale di Insieme nelle Terre di MEzzo. Un
vera chicca è l'angolino relax, provare per credere. A
cena siamo ospiti di Action, associazione che si batte per
il diritto alla casa, presso uan delle loro occupazioni,
Castroccupato, a San Giovanni. Ci accoglie Serena, la donna
leader del gruppo. Il piano terra dello stabile è dedicato
alla vita comunitaria, con bar e sala pranzo, ed è proprio
lì che veniamo accolti per mangiare tutti insieme. Dopo
cena vediamo un documentario da loro autoprodotto
sull'occupazione e il tentato sgombero e mentre viene
proiettato sullo sfondo si odono i commenti dei
protagonisti, lì presenti, e i particolare dei bambini che
si riconoscono nel film. Serata conviviale e accoglienza
davvero calorosa. E un'incredibile spaccato di una realtà
comunemente nascosta ai turisti ma anche ai cittadini.