La Nuova Multietnica a Terre di Mezzo
Un calcio alla povertà: pochi giorni al fischio d’inizio della Homeless World Cup 2007 (Copenhagen 29/7 – 4/8)
A Via Calatafimi serata tra racconti, cibo etnico e balli per festeggiare la squadra italiana in partenza per la Danimarca
MILANO – Lo scorso mercoledì Terre di Mezzo e i volontari di Insieme nelle Terre di Mezzo hanno accolto nella propria sede la squadra italiana dei senza dimora, la ACS Nuova Multietnica (www.nuovamultietnica.org ), che parteciperà ai Campionati mondiali di calcio di strada (www.homelessworldcup.org – www.streetsoccer.org ) che si svolgeranno a Copenhagen dal 29 Luglio al 4 Agosto.
L’entusiasmo e la voglia di vincere, sul campo e nella vita, sono stati la colonna sonora di una serata di incontro e festa tra papas a la huancaina e sangria, un’ occasione per conoscersi e conoscere. Argentina, Brasile, Ecuador, El Salvador, Perù, Polonia, Italia: tante nazionalità, un’unica squadra.
Mentre sullo schermo scorrevano le immagini e le testimonianze delle passate edizioni, i giocatori che compongono l’attuale formazione della squadra guidata da Bogdan Kwappik hanno avuto l’opportunità di presentarsi, parlare ai presenti e rinnovare il proprio impegno per l’appuntamento di quest anno, il tutto nella calorosa atmosfera di un contesto informale.
La squadra, già campione del mondo di calcio di strada nel 2004 e nel 2005, parte alla conquista del terzo titolo. Nata nel 2001 per difendere i diritti degli abitanti del campo Rom di Via Barzaghi a Milano, la Nuova Multietnica coinvolge numerose comunità straniere nelle sue attività volte alla difesa dei diritti dei migranti e alla creazione di spazi di socializzazione, nel segno di una società multiculturale e senza discriminazioni.
Scambio due parole con Bogdan, allenatore della squadra. Originario di Katowice, è in Italia da 14 anni. E mi precisa: “Io non sono Polacco, io sono Slaskianziese (Slaskia = Slesia, nel dialetto locale Sloska; regione autonomista tra Polonia, Repubblica Ceca e Germania) ma prima di tutto io sono Europeo”. In braccio tiene una bambina bionda: “Si chiama Victoria, è la mia vittoria”.
A Via Calatafimi serata tra racconti, cibo etnico e balli per festeggiare la squadra italiana in partenza per la Danimarca
MILANO – Lo scorso mercoledì Terre di Mezzo e i volontari di Insieme nelle Terre di Mezzo hanno accolto nella propria sede la squadra italiana dei senza dimora, la ACS Nuova Multietnica (www.nuovamultietnica.org ), che parteciperà ai Campionati mondiali di calcio di strada (www.homelessworldcup.org – www.streetsoccer.org ) che si svolgeranno a Copenhagen dal 29 Luglio al 4 Agosto.
L’entusiasmo e la voglia di vincere, sul campo e nella vita, sono stati la colonna sonora di una serata di incontro e festa tra papas a la huancaina e sangria, un’ occasione per conoscersi e conoscere. Argentina, Brasile, Ecuador, El Salvador, Perù, Polonia, Italia: tante nazionalità, un’unica squadra.
Mentre sullo schermo scorrevano le immagini e le testimonianze delle passate edizioni, i giocatori che compongono l’attuale formazione della squadra guidata da Bogdan Kwappik hanno avuto l’opportunità di presentarsi, parlare ai presenti e rinnovare il proprio impegno per l’appuntamento di quest anno, il tutto nella calorosa atmosfera di un contesto informale.
La squadra, già campione del mondo di calcio di strada nel 2004 e nel 2005, parte alla conquista del terzo titolo. Nata nel 2001 per difendere i diritti degli abitanti del campo Rom di Via Barzaghi a Milano, la Nuova Multietnica coinvolge numerose comunità straniere nelle sue attività volte alla difesa dei diritti dei migranti e alla creazione di spazi di socializzazione, nel segno di una società multiculturale e senza discriminazioni.
Scambio due parole con Bogdan, allenatore della squadra. Originario di Katowice, è in Italia da 14 anni. E mi precisa: “Io non sono Polacco, io sono Slaskianziese (Slaskia = Slesia, nel dialetto locale Sloska; regione autonomista tra Polonia, Repubblica Ceca e Germania) ma prima di tutto io sono Europeo”. In braccio tiene una bambina bionda: “Si chiama Victoria, è la mia vittoria”.
