Roma a fine Luglio
A Roma dopo quasi due mesi dall’ultima volta. Ore 21.30, Roma Termini. Sono arrivata...e mi fa uno strano effetto. Taxi, destinazione casa. E come sempre nessun tassista collega al volo la via con la zona; dicendo Monte Mario qualche lampadina comincia ad illuminarsi anche se Roma è così grande che non è difficile trovare qualcuno che di quella parte della città non è molto pratico. E così sta a me indicare la strada...io, con l’”accento del Nord” (come il più delle volte i romani lo definiscono; a me sembra di parlare solo italiano; i miei dicono che ho preso un’inflessione veneta!), che conosco Roma....c’è un certo stupore a volte da parte di quei personaggi che sono i tassisti.
E dopo un percorso più o meno turistico, eccomi a casa....e non mi tiro indietro davanti alla cena (con tanto di gelato a conclusione...mia madre sa bene quanto sono golosa!) che aspettava ancora solo me...
Domenica mattina, giro per Roma con S. . Ci vediamo a Piazza Barberini. L’idea era di andare a vedere la mostra su Win Wenders alle Scuderie del Quirinale...su tutti i sisti c’era scritto che era aperta, invece l’ultima scoperta è stata che l’orario era solo dalle 17 alle 22...e io dovevo ripartire per Milano... a saperlo...Decidiamo di fare uan passeggiata e di passare comunque di lì tanto per avere una conferma degli orari. Sulla strada facciamo un giro al museo di Palazzo Barberini. Dal Quirinale scendiamo a Via Nazionale e a PiazzaVenezia entriamo a vedere le mostre al complesso del Vittoriano: Giorgio Ramella – “Dai Graffiti all’Oriente” e Franco Cilia – “Colori per Federico Zeri”. Ci doveva essere anche un’altra mostra che non ricordo più nemmeno quale era al secondo piano...ma quale secondo piano? Provando a salire ci siamo trovati in una serie di sale vuote dove c’erano solo alcuni pannelli con delle cartine geografiche che probabilmente erano parte i un allestimento precedente...mah... sicuramente avevamo sbagliato posto, questa la conclusione... Proviamo a tornare all’ingresso e a salire dall’altra parte, questa volta in ascensore...non potevamo certo sbagliarci. Così pensavamo. Ci troviamo in una stanza mezza buia e compeltamente vuota. Più in là un po’ di luce e una finestra con vista sui Fori Imperiali e poi si entra in un’altra stanza con le colonne. Vuota. Avevo i tacchi e ogni passo rimbombava. Più volevo non fare rumore meno ci riuscivo. Mai accaduto prima di finire in un posto così strano ma quasi suggestivo in un museo. Esperienza da raccontare, roba da blog ci siamo detti.
E infine arriva l’ora di prendere il treno per Milano...
E dopo un percorso più o meno turistico, eccomi a casa....e non mi tiro indietro davanti alla cena (con tanto di gelato a conclusione...mia madre sa bene quanto sono golosa!) che aspettava ancora solo me...
Domenica mattina, giro per Roma con S. . Ci vediamo a Piazza Barberini. L’idea era di andare a vedere la mostra su Win Wenders alle Scuderie del Quirinale...su tutti i sisti c’era scritto che era aperta, invece l’ultima scoperta è stata che l’orario era solo dalle 17 alle 22...e io dovevo ripartire per Milano... a saperlo...Decidiamo di fare uan passeggiata e di passare comunque di lì tanto per avere una conferma degli orari. Sulla strada facciamo un giro al museo di Palazzo Barberini. Dal Quirinale scendiamo a Via Nazionale e a PiazzaVenezia entriamo a vedere le mostre al complesso del Vittoriano: Giorgio Ramella – “Dai Graffiti all’Oriente” e Franco Cilia – “Colori per Federico Zeri”. Ci doveva essere anche un’altra mostra che non ricordo più nemmeno quale era al secondo piano...ma quale secondo piano? Provando a salire ci siamo trovati in una serie di sale vuote dove c’erano solo alcuni pannelli con delle cartine geografiche che probabilmente erano parte i un allestimento precedente...mah... sicuramente avevamo sbagliato posto, questa la conclusione... Proviamo a tornare all’ingresso e a salire dall’altra parte, questa volta in ascensore...non potevamo certo sbagliarci. Così pensavamo. Ci troviamo in una stanza mezza buia e compeltamente vuota. Più in là un po’ di luce e una finestra con vista sui Fori Imperiali e poi si entra in un’altra stanza con le colonne. Vuota. Avevo i tacchi e ogni passo rimbombava. Più volevo non fare rumore meno ci riuscivo. Mai accaduto prima di finire in un posto così strano ma quasi suggestivo in un museo. Esperienza da raccontare, roba da blog ci siamo detti.
E infine arriva l’ora di prendere il treno per Milano...
