Saturday, November 29, 2008

Meme

“The Yellow River's hydropower resources are especially concentrated along a 335 km section from Lanzhou to the Longyang Gorge.”

 

Prendere il libro più vicino a voi. Ora.
- Andare a pagina 56
- Cercare la quinta frase
- Scrivere questa frase sul vostro blog
- Copiare queste istruzioni come commento alla frase
- Non cercate il vostro libro preferito o il più bello ma quello più vicino a voi!

 

Thursday, August 28, 2008

GABBIANI

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.

Io sono come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

Com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

Sunday, August 24, 2008

A spasso per Madrid

[Post-it del 29/07/2008] – 26 gradi alle 9.30 del mattino, non male. Partenza per un tour del centro storico, visita al Monastero de las Descalzas Reales e poi pausa per un chocolate con churros alla Chocolateria San Gines, nonfine L molto lontana da lì per poi proseguire nella mia sfida contro il caldo di Madrid a fine Luglio. Camminando rimango colpita dal fatto che le auto si fermano sempre sulle strisce pedonali; essendo abituata a Roma la cosa mi soprende non poco. Arrivo a Plaza Mayor, passo a plaza de l’Ayuntamento e arrivo fino ai Jardines de las Vistillas. Da qui si gode un bel panorama sulla città e di fronte si vede la Cattedrale di Nestra Señora de la Almudena. Attraverso il ponte (in passato tristemente famoso per i suicidi; pare che questo sia il motivo delle protezioni di plastica che impediscono di sporgersi) e arrivo al Palacio Real. Sono le 12.30, in realtà non è ora di pranzo ma praticamente mattina secondo gli orari locali. Dopo la visita proseguo per Plaza de España per poi imboccare la Gran Via. Non ho ancora pranzato e sono quasi le 16, niente di sconvolgente entrare in un ristorante a quell’ora, ovviamente dopo varie tapas qua e là durante l’arco della giornata. Piccola nota sugli orari locali dei pasti: si pranza tra le 14 e le 16 e si cena non prima delle 21.30. Passare da un locale all’altro come in una specie di bacaro tour è qui uno dei passatempi preferiti che non disdegno affatto. Scendo verso Plaza de Las Cibeles; sulla destra il Banco de España. La passeggiata continua lungo il Paseo del Prado fino ad imboccare Huertas e tornare all’ostello per una pausa prima della seconda parte della giornata.

Sunday, August 17, 2008

Santa Teresa d'Avila

[Post-it del 28/07/2008] Sono ad Avila. Visito la Basilica di San Vincente e poi mi dirigo verso le mura. Mi fermo alla Cattedrale e inizio a seguire la Ruta Teresiana. Arrivo alla Chiesa di Santa Teresa, dove c’è la casa natale trasformata in Cappella. Accanto alla Chiesa, il Monastero delle Carmelitane Scalze e il reliquiario. All’ingresso due citazioni della Santa: “ Nada te turbe, nada te espante, todo se pasa, la paciencia todo lo alcanza, quien a Dios tiene nada le falta: solo Dios e basta” e “Vivo sin vivir en mi y tan alta vita espero que muero porque no muero”.  

Proseguo per il Monasterio de la Encarnacion, quello dove Santa Teresa ha vissuto per 27 anni ed è stata priora. All’interno del convento c’è un Museo dedicato alla Santa e si può vedere la cella in cui ha vissuto e la scala sulla quale Gesù apparve a Teresa chiedendole “Come ti chiami?” - Lei rispose “Teresa di Gesù” e Gesù rispose “e io sono Gesù di Teresa”.

 

 

 

In viaggio per Avila

[Post-it del 28/07/2008] Sono in viaggio per Avila, 119 km da Madrid, con un treno delle Cercanias, linee a breve-media percorrenza. Avila, il Monastero de la Encarnacion, quello di Santa Teresa, mi aspetta. Ecco il primo contattempo, sono partita dalla stazione Atocha circa mezz’ora fa e da circa un quarto d’ora sono bloccata in una stazione poco dopo Madrid Chamartin. Hanno appena annuncaito che c’è un altro treno guasto sulla linea e dobbiamo attendere.  Sono sempre portata a pensar male in              queste occasioni… poi essendo il primo treno spagnolo che prendo ed avendo appena visto il monumento alle vittime dell’11 Marzo ad Atocha …. Attendiamo… Sono passati 10 minuti e fra poco doveremmo ripartire…speriamo bene! Arrivare senza disguidi sarebbe stato forse troppo semplice, il cammino deve sempre essere in salita…

 

Ni hao!

[Post-it del 27/08/2008] Una passeggiata per El Rastro, il tradizionale Mercato delle Pulci domenicale, la versione spagnola di Porta Portese e Portobello. Durante il tragitto verso la Latina, la zona in cui si trovano le bancarelle, mi fermo per comprare l’ennesima bottiglietta d’acqua e ancora una volta nel negozio ci trovo i cinesi: deduco che per quella tipologia di esercizi sia la norma così come i sudamericani fanno da padroni nei locutorios (phone center e Internet point). Le stradine  intorno al mercato costituiscono la zona multietnica della città, che ha tutto l’aspetto di una Chinatown…

 

A Madrid

[Post-it del 26/07/2008] Sono a Madrid. Passeggiata per Barrio de las Letras, la zona in cui si trova anche l’ostello dove mi sono appena sistemata. Prima fermata in un negozietto di alimentari per comprare una bottiglia d’acqua visto la temperatura tendente ai 40 gradi: sorpresa, sono cinesi e nel negozio c’è la TV che trasmette un drama cinese: OK, ma non dovevo essere in Spagna? Proseguendo noto la particolarità di Calle de Huertas, ci sono varie citazioni di scrittori spagnoli riportate a terra: il quartiere in cui mi trovo è appunto il Barrio de Letras. Sono le 19 e Huertas è deserta: mancano ancora alcune ore prima di entrare nella movida madrilena…

Thursday, July 24, 2008

In partenza...

Manca un giorno alla partenza per le ferie. Ho davvero bisogno di staccare da un lavoro che non mi piace, un ambiente di lavoro che non è per nulla stimolante e vita sociale zero anche al di fuori.  Questa volta la destinazione del viaggio è la Spagna, Madrid e qualche giro nei dintorni: El Escorial, Toledo, Avila Segovia. Non ho mai studiato lo spagnolo ma vedrò di porre rimedio e imparare qualcosa! Connessione permettendo cercherò di raccontare qui l’esperienza spagnola. Rimarrò in terra iberica per una decina di giorni per poi spostarmi in Sardegna per la ISW.

 

Saturday, April 26, 2008

Coming back to (Roman) life

La sera del 6 Febbraio ero al ristorante cinese Jin Yong in via Sarpi a Milano a festeggiare il Capodanno Cinese. Ho ancora qui la bustina rossa con le monetine… e due settimane dopo stesso locale per la Festa delle Lanterne con tanto di yuan xiao (dolce tipico della ricorrenza). L’anno del topo mi ha portato un grande cambiamento, improvviso e del tutto inatteso. Settimana dall’11 al 14 Marzo: due colloqui, entrambi a sorpresa, uno lunedi’ 11 e l’altro giovedi’ 13…mentre venerdi’ 14 avevo preso un giorno di ferie per andare alla laurea di S. a Venezia. Ero in stazione, suona il telefono. La chiamata era dall’ufficio: da un lato pensavo si trattasse di una risposta, dall’altro della convocazione per un altro colloquio e quindi di dover rinunciare alla partenza. Nessuna delle due: una responsabile voleva solo sapere come era andata il giorno prima. Potevo andare, anche se l’ansia per l’attesa non mancava e in piu’ si andava ad aggiungere quella per l’evento al quale stavo per assistere. La mia voce: un dettaglio, ero gia’ senza dalla mattina, quel poco che rimaneva l’ho lasciato a Zerman!
Per la cronaca della giornata e della serata rimando alla documentazione fotografica…
La settimana dopo, giovedi’ 20, prima del ponte di Pasqua (il 21 era venerdi’ santo e alle generali non si lavora, e’ giornata festiva) intorno alle 9.30 la mia team leader mi dice: “Diana, slogati (e’ piu’ facile sentirsi gridare dietro “logateviiii” piuttosto che slogatevi, ovvero lasciate l’utenza. logarsi (deriva da login) e slogarsi sono due verbi all’ordine del giorno in quel tragicomico mondo chiamato call center) che fra poco riceverai una telefonata dalla direzione risorse (risorse, notate bene…)”. Suona il telefono, con il solito fischio nelle cuffiette: “Buongiorno, avremmo pensato di trasferirLa a Roma dal 1 Aprile, glielo comunichiamo gia’ da ora cosi’ ha tempo per organizzarsi” (teoricamente dovevo pure lavorare a Milano lunedi’ 31 e a gia’ a Roma il 1°…ovvio che ho dovuto chiedere un giorno di “ferie”). Ebbene, essendoci Pasqua in mezzo praticamente da un giorno all’altro ho chiuso un capitolo. Ho conservato il biglietto da visita del locale dove sono stata l’ultima mia serata a Milano.

Saturday, March 08, 2008

Intervista a Jianyi Lin, coordinatore di Associna per il nord

Quest’anno Fa’ la cosa giusta! - fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in collaborazione con Insieme nelle Terre di Mezzo, organizza un ciclo di visite guidate alla scoperta della città nascosta. Protagonista del terzo incontro, dedicato alla Cina della seconda generazione, sarà Jianyi Lin, coordinatore di Associna per il nord Italia, al quale ho rivolto qualche domanda.


A quando risalgono le prime ondate migratorie cinesi in Italia?
Le prime ondate migratorie hanno inizio alla fine degli anni ’20 dalla Francia. Un contingente di 100.000 uomini era stato inviato in Francia dalla Cina come forza lavoro per la costruzione delle infrastrutture e come supporto logistico durante la Grande Guerra. Alcuni sono poi tornati in Cina, altri rimasti in Francia e altri ancora si sono diretti verso l’Italia, fermandosi a Torino o proseguendo per Milano. Tra gli anni ’20 e la metà degli anni ’40 i pochi arrivi che ci sono stati provenivano direttamente dalla Cina; dal 1949, anno della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese e durante tutto il periodo Maoista, il flusso si è praticamente arrestato per via della politica di chiusura che rendeva estremamente difficile uscire dalla Cina.

Come è distribuita la presenza dei cinesi in Italia? Si può parlare dell’esistenza di una Chinatown milanese?
Quella di Milano è la comunità cinese più antica in Italia. Una forte presenza si registra inoltre a Prato e Roma. Più precisamente non si tratta di comunità ma di società: la comunità è l’identificazione in valori assoluti mentre la società presuppone anche uno scambio reciproco.
A Milano Via Paolo Sarpi e strade limitrofe vengono comunemente indicate come Chinatown milanese. Il termine Chinatown è improprio, dal momento che il 95% dei residenti nella zona è italiano. I vivono in zone più periferiche della città: Via Padova, Viale Monza, Bovisa. Ciò che invece caratterizza il quartiere è la forte concentrazione di attività commerciali cinesi.

Dopo i fatti di Via Paolo Sarpi, qual è la situazione a Milano?
La zona è ora sotto osservazione, dopo il risalto dato dai media ai fatti dello scorso Aprile. Le proteste da parte di ViviSarpi, associazione che raggruppa i residenti, proseguono, alimentate da pregiudizi, leggende metropolitane e stereotipi che addirittura trovano spazio nei loro verbali.
Fino all’inizio degli anni Duemila non ci sono stati molti problemi. Erano presenti attività di vario genere, volte a soddisfare i diversi bisogni. Con il boom della produzione tessile avvenuto negli ultimi anni si è assistito all’insediamento dei grossisti, che vengono ritenuti causa di problemi alla viabilità della zona.

Qual è il ruolo delle seconde generazioni di fronte alle sfide dell’integrazione?
Le seconde generazioni devono fungere da ponte e ricoprire un ruolo di mediazione per superare le barriere presenti, in primis quella linguistica, per favorire la convivenza e l’integrazione nel rispetto delle diversità.

Come nasce Associna? Quali sono gli scopi dell’associazione?
Associna nasce nel 2005 da un gruppo informale di ragazzi cinesi di seconda generazione che condividevano le stesse esperienze, per cercare spunti e cercare di capire la loro identità ovvero scoprire la terra di mezzo della loro doppia identità. In seguito si occupa poi dei problemi legati all’immigrazione, delle questioni burocratiche e della lotta agli stereotipi. Lo scorso anno l’associazione ha organizzato diversi eventi culturali, come il convegno sulla convivenza e il dialogo culturale svoltosi a Bolzano e il China Film Festival a Milano nelle settimane successive alle vicende di Via Sarpi.

Qual è il punto di vista di sulle visite guidate proposte da Terre di Mezzo?
Condivido pienamente l’iniziativa di Terre di Mezzo, l’obiettivo è lo stesso di Associna: scoprire la terra di mezzo nella quale i giovani cinesi si identificano con la loro doppia identità.