Vienna e Bratislava
Sono tornata dalla settimana di vacanza (25/6 – 1/7). Comincio da una conclusione: se non avessi fatto AIESEC sarei rimasta a casa. Una certezza. Ora invece se potessi sarei sempre in giro! Come non ricordare il viaggio Londra-Treviso-Mogliano-Trieste dell’anno scorso? E si è anche brindato “a Diana e alla libertà” quella sera, in mezzo al frastuono della “musica” terribile e per questo indimenticabile del locale triestino. Viva la libertà appunto... E così ho deciso di partire per una settimana, senza sapere cosa mi avrebbe aspettato all’arrivo ed è proprio questo il bello, nulla di scontato. Partenza da Orio al Serio, destinazione Letisko (aeroporto) M. R. Stefanika Bratislava. Arrivo...e via in pulman alla volta di Vienna, un’ora e mezza di viaggio. Usciti dall’aeroporto, il tratto fino al confine tra Slovacchia e Austria è aperta campagna e sullo sfondo (già in territorio austriaco) si vedono centinaia di pale per l’energia eolica, effettivamente un po’ bruttine (ma lasciamo stare il dibattito...). Qualche kilometro dopo la dogana si passa per un piccolo paesino (di cui non ricordo il nome) e poi si entra in autostrada, intorno campagna alternata a siti industriali.
Il bus arrivato a Vienna fa capolinea davanti alla stazione Erdberg della metropolitana sulla linea U3, che porta direttamente alla Westbahnof (stazione ovest): l’ostello era in MariahilferStraße (una delle vie principali per lo shopping), a pochi metri dalla stazione.
Eccomi all’ostello (http://www.wombats.at/thelounge_vienna-hostel/index.php ), sistemo le cose in stanza (spettacolo...mai visto un ostello con porte delle camere che si aprono con la tessera, stesso dicasi per gli armadietti). In camera persone da Australia, Nuova Zelanda, Taiwan, USA, Canada.
Visto ormai erano già quasi le 21 (e dovevo ancora ambientarmi dopo il viaggio...ma poi è stato facile) ho deciso di fermarmi lì e scendere giù al bar interno (aperto fino alle 5 del mattino!), occasione per sfruttare il buono per il drink di benvenuto e conoscere gli altri ospiti. Come cosa tipica proponevano il Wein Spritzer (vino allungato con acqua di selz,) ovvero niente meno che l’antenato dello spritz....la storia credo che la conosciate! Così come austriaca è l’origine della parola “schei”...
Ho presto realizzato di essere l’unica italiana là ma meglio così. Mi sono ritrovata in mezzo a un gruppo di americani, chi da Los Angeles e chi da Denver. Uno di loro ha fatto un AIESEC traineeship in Spagna...come è piccolo il mondo, incontrare un ex @er anche al di fuori di un congresso. Per tutta la serata la conversazione è stata in inglese, loro non conoscevano nemmeno una parola di tedesco.
Il giorno dopo ho cominciato a girare la città, la mattina passeggiata tranquilla tra lo Stephansdom (S. Stefano, il Duomo) e lo Stadtpark (un parco cittadino con aiuole tenute in modo esemplare): la temperatura è davvero insopportabile. Nel pomeriggio un giro al Prater, il parco dove si trova il Luna Park, e sono salita sulla famosa ruota (Riesenrad) dalla quale di vede tutto il panorama.
Martedì è il giorno della mia gita a Bratislava. La stazione centrale (Bratislava Hvlana Stanica) è davvero roba di altri tempi per essere quella di una capitale. In giro parlano per lo più solo Slovacco, qualcuno un po’ di tedesco o di inglese. Dalla stazione una sopraelevata pedonale porta al viale dove si trova la residenza presidenziale, i cui giardini sono un parco pubblico. Proseguendo si entra nel centro storico passando dal Michael’s gate, dove si trova lo zero point, ovvero il punto che indica la distanza tra Bratislava e le principali capitali del mondo (ad esempio 783 km da Roma e 1288 da Londra) e si prosegue verso Hvlana Mesto (la piazza principale). Per una pausa di bar e ristoranti è pieno tutto il centro...ma non è altrettanto comune l’esperienza di quella mattina di fare colazione in una banca: la Tatra Banka (parte del gruppo RZB - Raiffeisen Zentralbank) si è inventata la formula “bank + coffee” (per dettagli:
http://www.tatrabanka.sk/cgi-bin/web/app/index.jsp?BV_UseBVCookie=Yes&page=info_pages&key=bank_coffee)...non riesco a immaginarmi di andare a bere un tè in una filiale di Unicredit, Intesa, Sanpaolo o quella che volete!
E via alla volta del castello. Ma prima mi sono fermata a Saint Martins’s, la Cattedrale. Entro. C’era la messa, in slovacco, in quel momento: mi fermo qualche minuto in piedi, in fondo, in silenzio. Dal castello di vede tutta Bratislava: da un lato del Donau (Danubio) la città antica, dall’altro quella degli ultimi anni. Scendo giù dal castello e prima di riprendere la passeggiata mi concedo il pranzo al ristorante: goulasch di cervo accompagnato dai knedličky (dumplings) e da bere pivo (birra). E con calma riprendo il giro... Il treno del ritorno, a differenza di quello dell’andata, è delle ferrovie slovacche...insomma, giusto di quelli che giravano qui circa 25 anni fa. E la sera di nuovo a Vienna, passeggiata lungo MariahilferStraße prima di ritrovarsi al bar dell’ostello.
Mercoledì è la volta della visita allo Schloß Schönbrunn (http://www.schoenbrunn.at/ ), residenza degli Asburgo e al Tiergarten (il giardino zoologico)...per poi passare al alla Hofburg. Ho passeggiato nel Burggarte. Ho incontrato un venditore di Der Augustin (http://www.augustin.or.at/ )(il giornale di strada che è l’equivalente di Terre di Mezzo in Italia, da cui è nata l’associazione di cui faccio parte): veniva dal Ghana ed vendeva il giornale da tre anni in attesa di trovare un lavoro migliore...quando ho comprato il giornale mi ha ricambiato con un grandissimo sorriso. Abbiamo scambiato due parole e gli ho raccontato dell’equivalente progetto italiano...ed è rimasto positivamente sorpreso. Ho camminato per le strade del centro mangiando fish and chips alle 4 del pomeriggio. Ho visitato Leopold Museum (http://www.leopoldmuseum.org/ ) all’interno del MuseumsQuartier. Ho visto la vita per le vie di Vienna. E in ostello incontri persone che cambiano ogni giorno e ogni giorno ci si ritrova a parlare con persone diverse, ti svegli il giorno dopo e molte di quelle con cui hai trascorso la serata precedente sono già partite...ma quando si parla non ci si pensa e si vive il momento. Ho fatto colazione in un caffé viennese. Ho assaggiato i panini delle Backerei austriache. Ho mangiato Kebap. Ho cenato in un ristorante cinese a Vienna con un cinese che vive a Londra ed era appena arrivato. Un’altra sera ho conosciuto una ragazza scozzese, un ragazzo brasiliano, due ragazze inglesi e un gruppo di neozelandesi e ancora altri americani. La maggior parte delle persone mi dice che non sembro italiana....ma piuttosto dell’est. C’è sempre qualcosa da imparare da ognuno. Ma spesso anche tanti luoghi comuni cercare di sfatare, E sono sempre più convinta che in ogni caso è fondamentale non generalizzare mai...o altrimenti può essere davvero pericoloso.
All’alba di giovedì ho lasciato Vienna alla volta di Londra...ma questo sarà l’oggetto della prossima puntata.
Il bus arrivato a Vienna fa capolinea davanti alla stazione Erdberg della metropolitana sulla linea U3, che porta direttamente alla Westbahnof (stazione ovest): l’ostello era in MariahilferStraße (una delle vie principali per lo shopping), a pochi metri dalla stazione.
Eccomi all’ostello (http://www.wombats.at/thelounge_vienna-hostel/index.php ), sistemo le cose in stanza (spettacolo...mai visto un ostello con porte delle camere che si aprono con la tessera, stesso dicasi per gli armadietti). In camera persone da Australia, Nuova Zelanda, Taiwan, USA, Canada.
Visto ormai erano già quasi le 21 (e dovevo ancora ambientarmi dopo il viaggio...ma poi è stato facile) ho deciso di fermarmi lì e scendere giù al bar interno (aperto fino alle 5 del mattino!), occasione per sfruttare il buono per il drink di benvenuto e conoscere gli altri ospiti. Come cosa tipica proponevano il Wein Spritzer (vino allungato con acqua di selz,) ovvero niente meno che l’antenato dello spritz....la storia credo che la conosciate! Così come austriaca è l’origine della parola “schei”...
Ho presto realizzato di essere l’unica italiana là ma meglio così. Mi sono ritrovata in mezzo a un gruppo di americani, chi da Los Angeles e chi da Denver. Uno di loro ha fatto un AIESEC traineeship in Spagna...come è piccolo il mondo, incontrare un ex @er anche al di fuori di un congresso. Per tutta la serata la conversazione è stata in inglese, loro non conoscevano nemmeno una parola di tedesco.
Il giorno dopo ho cominciato a girare la città, la mattina passeggiata tranquilla tra lo Stephansdom (S. Stefano, il Duomo) e lo Stadtpark (un parco cittadino con aiuole tenute in modo esemplare): la temperatura è davvero insopportabile. Nel pomeriggio un giro al Prater, il parco dove si trova il Luna Park, e sono salita sulla famosa ruota (Riesenrad) dalla quale di vede tutto il panorama.
Martedì è il giorno della mia gita a Bratislava. La stazione centrale (Bratislava Hvlana Stanica) è davvero roba di altri tempi per essere quella di una capitale. In giro parlano per lo più solo Slovacco, qualcuno un po’ di tedesco o di inglese. Dalla stazione una sopraelevata pedonale porta al viale dove si trova la residenza presidenziale, i cui giardini sono un parco pubblico. Proseguendo si entra nel centro storico passando dal Michael’s gate, dove si trova lo zero point, ovvero il punto che indica la distanza tra Bratislava e le principali capitali del mondo (ad esempio 783 km da Roma e 1288 da Londra) e si prosegue verso Hvlana Mesto (la piazza principale). Per una pausa di bar e ristoranti è pieno tutto il centro...ma non è altrettanto comune l’esperienza di quella mattina di fare colazione in una banca: la Tatra Banka (parte del gruppo RZB - Raiffeisen Zentralbank) si è inventata la formula “bank + coffee” (per dettagli:
http://www.tatrabanka.sk/cgi-bin/web/app/index.jsp?BV_UseBVCookie=Yes&page=info_pages&key=bank_coffee)...non riesco a immaginarmi di andare a bere un tè in una filiale di Unicredit, Intesa, Sanpaolo o quella che volete!
E via alla volta del castello. Ma prima mi sono fermata a Saint Martins’s, la Cattedrale. Entro. C’era la messa, in slovacco, in quel momento: mi fermo qualche minuto in piedi, in fondo, in silenzio. Dal castello di vede tutta Bratislava: da un lato del Donau (Danubio) la città antica, dall’altro quella degli ultimi anni. Scendo giù dal castello e prima di riprendere la passeggiata mi concedo il pranzo al ristorante: goulasch di cervo accompagnato dai knedličky (dumplings) e da bere pivo (birra). E con calma riprendo il giro... Il treno del ritorno, a differenza di quello dell’andata, è delle ferrovie slovacche...insomma, giusto di quelli che giravano qui circa 25 anni fa. E la sera di nuovo a Vienna, passeggiata lungo MariahilferStraße prima di ritrovarsi al bar dell’ostello.
Mercoledì è la volta della visita allo Schloß Schönbrunn (http://www.schoenbrunn.at/ ), residenza degli Asburgo e al Tiergarten (il giardino zoologico)...per poi passare al alla Hofburg. Ho passeggiato nel Burggarte. Ho incontrato un venditore di Der Augustin (http://www.augustin.or.at/ )(il giornale di strada che è l’equivalente di Terre di Mezzo in Italia, da cui è nata l’associazione di cui faccio parte): veniva dal Ghana ed vendeva il giornale da tre anni in attesa di trovare un lavoro migliore...quando ho comprato il giornale mi ha ricambiato con un grandissimo sorriso. Abbiamo scambiato due parole e gli ho raccontato dell’equivalente progetto italiano...ed è rimasto positivamente sorpreso. Ho camminato per le strade del centro mangiando fish and chips alle 4 del pomeriggio. Ho visitato Leopold Museum (http://www.leopoldmuseum.org/ ) all’interno del MuseumsQuartier. Ho visto la vita per le vie di Vienna. E in ostello incontri persone che cambiano ogni giorno e ogni giorno ci si ritrova a parlare con persone diverse, ti svegli il giorno dopo e molte di quelle con cui hai trascorso la serata precedente sono già partite...ma quando si parla non ci si pensa e si vive il momento. Ho fatto colazione in un caffé viennese. Ho assaggiato i panini delle Backerei austriache. Ho mangiato Kebap. Ho cenato in un ristorante cinese a Vienna con un cinese che vive a Londra ed era appena arrivato. Un’altra sera ho conosciuto una ragazza scozzese, un ragazzo brasiliano, due ragazze inglesi e un gruppo di neozelandesi e ancora altri americani. La maggior parte delle persone mi dice che non sembro italiana....ma piuttosto dell’est. C’è sempre qualcosa da imparare da ognuno. Ma spesso anche tanti luoghi comuni cercare di sfatare, E sono sempre più convinta che in ogni caso è fondamentale non generalizzare mai...o altrimenti può essere davvero pericoloso.
All’alba di giovedì ho lasciato Vienna alla volta di Londra...ma questo sarà l’oggetto della prossima puntata.

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